Sembra che l'Europa non abbia pace. Le cronache economiche - in attesa del responso elettorale del 17 giugno - non menzionano più la Grecia, Stato ormai lasciato al suo destino. In compenso la Spagna è ormai nell'occhio del ciclone, con Mariano Rajoy costretto ad ammettere di essere in grandi difficoltà, Bankia costretta ad ammettere una voragine nei suoi bilanci, dopo che in una sola sessione di Borsa il titolo aveva perso il 20%, ma non solo.
La paura ha iniziato a provocare brividi lungo la schiena degli spagnoli quando Bfa, Banco Financiero de Azorho, una banca che da sola rappresenta il 10% dell'intero volume bancaro spagnolo, ha ammesso il buco nel bilancio consolidato di 3,3 miliardi di euro, ammanco provocato dalla sua controllata Bankia. Il timore che tutte le banche siano collegate - come accade in Italia, dove ogni banca ha partecipazioni più o meno ingenti in altri istituti di credito - ha causato la fuga di massa dei correntisti spagnoli, rifugiatisi - come stanno già facendo alcuni italiani - su fondi in dollari o quotati sui mercati dei BRIC, i quattro Paesi emergenti dello scacchiere economico.
In Italia le cose - con uno spread a quota 470 - non vanno assolutamente bene: al noto problema della disoccupazione si è aggiunta - nelle ore immediatamente a ridosso della prima scossa sismica - una speculazione economica degna dei peggiori avvoltoi. I vari scandali che colpiscono l'Italia - Mps, i domiciliari a Ponchiellini e lo scontro di queste ore tra Mediobanca e Generali - non contribuiscono certo ad offrire un'immagine decorosa dell'Italia... ma un altro malato si staglia all'orizzonte, il malato che non ti aspetti.
Guidata da un'azzoppata vecchia signora ormai nella fase discendente del suo potere politico, la Germania vede nero, colpita da una Borsa di Francoforte che oggi ha perso il 3%: il mercato d'elezione per l'export tedesco è l'area euro che la stessa Merkel, caparbia nella sua miopia, rischia di affossare.
Ha fatto il giro dei mercati il resoconto della conference call a quattro - Hollande, Merkel, Monti, Obama - in cui la cancelliera, dinanzi alle pressanti richieste dei tre per salvare la Spagna con l'Esfs, ha strillato un "Nein!", poi chiosato con la spiegazione "perchè dovremmo aiutare le banche spagnole già fallite?".
Per fortuna la settimana finanziaria sta volgendo al termine.
Scrivi un commento - Vedi 0 commenti
